Viaggi in moto leggendari con Dino Romano

Tempo di Lettura: 8 min
Pubblicato il: 20 Agosto 2018

Trovare il Sale della Vita alla Speed Week

Moto Itinerari? Quando uno dei tuoi viaggi in moto ti cambia la vita

Dino Romano, da sempre meccanico, realizzatore di viaggi in moto epici, customizzatore, inventore di moto e motori che non esistono, è uno a cui un sogno solo non basta. Per questo tornare alla Salt Flats of Bonneville gli viene naturale come tornare a casa, sempre a inseguire il “suo” record. Anche questa volta con lo stile che lo contraddistingue, il suo elisir di eterna giovinezza: cuore, genuinità e una folle, trascinante determinazione.

Sembra che la formula per restare giovani sia stata inventata. E no, non è a base di una ferrea dieta, tecniche di fitness innovative o ritrovati farmaceutici costosissimi. È tutta nella nostra testa. Più ancora che nella testa: è nel cuore.

Per farci rivelare questa formula magica bisogna spingersi nel profondo della bellezza ruvida della Maremma a Grosseto, dove si respira aria selvaggia, profumata di pini marittimi, cipressi e rosmarino. E si capisce subito perché Dino Romano, customizzatore e titolare di Motodalcuore, abbia scelto questo angolo d’Italia per dare casa al suo sogno. Che poi è un sogno con dentro tanti sogni differenti. Perché Dino Romano, “ragazzino” ormai sessantenne (ma lui dice di 59 anni +, perché 60+ fa vecchio), di vite ne ha vissute davvero tante, sempre seguendo cocciutamente la rotta del cuore. E le racconta tutte con la vitalità inesauribile che mette in ogni gesto, in ogni parola. Ha occhi che sprizzano scintille, Dino Romano, come quelli di un’adolescente a cui abbiano appena regalato il primo motorino e fa i primi viaggi in moto. Nato in un continente, il Sud America, dove anche solo vivere e sopravvivere era un’avventura, è stato nella sua vita fumettista, pescivendolo, pasticciere, elettricista, e tante altre cose. Ma nella sua vita i motori ci sono sempre stati. Ma sempre motori “speciali”: Dino tutto quello che fa, lo fa sempre a modo suo. Una deformazione professionale, la sua, un demone: quello di vedere tutto modificato, che sia un dragster, una macchina in stile hot rod o una moto da endurance.

L’ennesima creatura immaginaria sta prendendo vita nella sua officina. È il prototipo moto a GPL che lo porterà ancora a tentare il record di velocità sulla distesa salata più leggendaria al mondo alla Bonneville Speed Week. Con il suo spirito di sempre: affamato di emozioni, visionario, innamorato di tutto ciò che fa.

Dino, raccontaci, come hai iniziato a lavorare con i motori, a customizzare moto?

Beh, io faccio il meccanico da sempre. Sono entrato a 10 anni nell’officina moto di mio padre. E non ne sono più uscito. Per 25 anni sono stato concessionario Triumph. E la mia azienda si chiama Motodalcuore perché… semplicemente ho sempre fatto le cose col cuore. 

Cosa ti ha trasmesso tuo padre, oltre alla passione per i viaggi in moto e le moto veloci? 

Mio padre era un militare italiano che alla disfatta dell’esercito alla fine della guerra si è nascosto in una nave nel porto di Genova ed è arrivato, come molti altri, in Argentina. Nel ’53, prima che io nascessi, ha fatto una serie di lunghi viaggi in moto sulle Ande su una Matchless, e spesso da piccolo ammiravo le fotografie di quell’impresa. I suoi itinerari moto erano pazzeschi. Poi la Panamericana coi camion ha lavorato sulle rompighiaccio in Antartide, nei pozzi petroliferi, coi trattori, ha portato la corrente nei paesini più remoti (perché a causa della mancanza di corrente aveva perso uno dei suoi figli appena nato, mio fratello). Ha sempre avuto uno spirito da avventuriero, ed è forse questo che ho ereditato da lui.

Poi siete arrivati in Italia… 

Sì, nel ’68, e io sono cresciuto a Milano, dove mio padre ha aperto l’officina. Lui lavorava con le auto, pensava che le moto fossero solo un “piacere” fatte solo per viaggiare in moto. Io ho invece sempre pensato che potessero diventare il mio lavoro.

Phonz: I miei ricordi più vividi sono legati a mio padre, che negli anni ‘70 era un pilota di motocross. Un vero ribelle. Quando ero piccolo, a casa dei nonni, amavo andare nella sua vecchia cameretta, e osservare le foto delle sue gare appese alle pareti…

Quando hai capito che il tuo talento era realizzare un prototipo moto, creare qualcosa di completamente tuo?

Mi è successo che mi chiamassero in molti modi, “artista”, “creativo”… Io mi sono sempre definito meccanico di moto, punto. A me piace essere questo, e chi sminuisce la meccanica non sa di cosa sta parlando. Poi è vero, non posso fare a meno di vedere tutto modificato, immaginare un prototipo moto, qualcosa già come sarà. E non solo con un prototipo moto, mi succede con tutto. Ed è un bel casino. Ma mi è sempre piaciuto fare quello che gli altri non facevano, che poi è quello che io ho dentro.

Customizzare moto: la prima che hai fatto te la ricordi?

C’è una scintilla che credo abbia scatenato tutto. Da ragazzino andai a vedere Easy Rider, quando uscì al cinema. Era sabato sera. La domenica mattina tagliai una Lambretta facendoci un chopper. Non andò mai in moto, un vero disastro. Ma qualcosa in me era ormai scattato. Ci fu un altro episodio di quegli anni: preparai il motorino del postino, un Bianchi Aquilotto. Prese fuoco (ride a crepapelle)! La meccanica è anche un po’ di follia: cercare quello che non c’è. Almeno, è questo ciò che mi fa impazzire di questo mondo.

Tutto si tiene. Da quella Lambretta segata ai dragster, alle tue avventure di oggi, sempre accelerando. Hai voluto ostinatamente andare al Salt Flats of Bonneville. Parlaci di questo progetto incredibile, Open Eyes Dream.

L’idea di andare alla Bonneville Speed Week con una moto da record è nata davvero tanti anni fa. Ma si è concretizzata solo l’anno scorso, quando mi sono intestardito a fare anche il 101% di quello che serviva per andarci! Ho fatto i salti mortali per reperire le finanze, e per fortuna mi hanno anche aiutato gli sponsor, tra cui Pakelo Lubricants. Il team è composto da più di 20 persone, che hanno messo insieme il proprio sogno per costruire un sogno più grande, dando davvero il massimo. Sono stati due anni davvero difficili e impegnativi, soprattutto per trovare chi credesse in noi.

E alle fine al Salt Flats of Bonneville ci siete andati davvero. Descrivici l’atmosfera di questo appuntamento leggendario, la Speed Week.

Sul Lago Salato USA tutto è magico. La situazione, il contesto… Sei a 1300 metri di altezza, a 50° di media. È come stare in sauna 20 ore al giorno, ti cuoci a fuoco lento. Ti abbaglia tutto, non vedi nulla! Immagina una pista di sci, ma fatta di sale. E in questo ambiente incredibile vedi i più grandi team al mondo, che stanno accanto a te e vengono ad aiutarti se c’è bisogno di riparare qualcosa. C’è un rispetto tremendo tra tutti, meccanici, piloti… E tutti sono coscienti che lì rischiano la vita. Ma ricordiamoci che alla Speed Week di Bonneville i record non li fa il pilota, li fa il mezzo. Già questo ti fa capire molte cose…  

Descrivici cosa ha provato Dino Romano in quei momenti.

Quando sei lanciato alla massima velocità, beh, intravedi solo i cartelli ogni tanto, devi cercare di andare più dritto possibile. Quando cambi, senti la gomma posteriore che se ne va. E quando prendi una pozza con un po’ d’acqua ti si rizzano tutti i peli del corpo. A malapena riesci a vedere il contagiri. Davanti a te c’è questo bianco che non finisce mai, e anche il cielo è bianco, per la cappa di calore. Tu cerchi disperatamente di mirare i cartelli fosforescenti per tenere la direzione. Non devi pensare alla velocità, non hai il tempo di pensare a niente, devi solo controllare la moto. E dare gas. Ma il momento più intenso è forse alla fine di tutto. Quando arrivi in fondo alla tua accelerazione sei solo, nel nulla, nel silenzio, nessuno che ti vede. È un’immensità in cui ti senti piccolissimo, ti senti parte del lago salato.

Poi il sogno si è infranto, siete stati funestati da una grandissima sfortuna. Cosa è successo?

L’ultimo giorno è successo un disastro: ha preso fuoco la batteria al litio. Io che sono molto emotivo, ho pianto. Tutti eravamo molto giù. Ma voglio pensare al “bicchiere mezzo pieno”: deteniamo un record con motocicletta a GPL, abbiamo comunque passato le cinque “licenze”. Torneremo per fare il record assoluto… E senza batteria al litio!

Cosa vi ha spinto a ritentare quest'avventura in moto?

Penso che sia una cosa davvero difficile e rara da vedere, ma sono stati i nostri sponsor a spingermi a tornare. E le tante, tantissime persone che ci avevano seguito online. Per questo noi ce la mettiamo tutta. E un po’ come se il nostro sogno fosse diventato il sogno di altri. Che non è niente male. Dei viaggi in moto che ho fatto questo è sicuramente quello che ti cambia la vita.

Sicuramente è stato importante anche contare su un team molto affiatato. Dicci di più su chi ha contribuito a questa nuova impresa.

In primis devo citare Rosaria Fiorentino, la mia compagna, che si è occupata della logistica. Poi Federico Rizzo, l’ingegnere che ha studiato l’aerodinamica della carenatura. Francesco Bellesi, ha curato la parte organizzativa relativa a web e comunicazione. Poi Fabrizio “vetroresina”, come lo chiamo io. Eleonora Tiezzi ha dipinto la moto, e mio figlio ha fatto parte della aerografia. E poi c’è il mio lavoro, 20 ore al giorno. Ognuno di noi ha voluto metterci qualcosa di suo. Tutto questo in sei mesi.

Perché avete scelto di utilizzare il propano liquido?

Abbiamo scelto il propellente a GPL proprio per differenziarci dalla massa. Alle Salt Flats di Bonneville si vede davvero di tutto, ma le novità si fanno notare. Siamo stati i primi con una moto esclusivamente a GPL: ecologica! Alessio Bigatti è il tecnico che per me è un idolo assoluto, e merita una menzione speciale: lui si è occupato della gestione elettronica del GPL.

Facci l’identikit della nuova moto che correrà alla Bonneville Speed Week.

Ecco qui: 250 kg, 240 cavalli circa, 3 centraline di gestione, 345 cm di lunghezza, 109 di altezza, 90 di larghezza. Ruote da 17: 120 anteriore, 190 posteriore. Scarico quattro in due in uno creato da Zard. Olio Pakelo (Olio Motore: Pakelo Krypton Racing MBK 5w50 ndr). E… gas a manetta!

Sei impegnato con un sogno davvero grande, Dino. Ma certamente i tuoi viaggi in moto non si fermano qui.

Eh, di sogni nel cassetto ne ho sempre tanti. Però ne ho uno a cui sono particolarmente legato. Mi piacerebbe in futuro creare una scuola di meccanica per giovani. Per aiutarli a imparare a fare le cose in un modo speciale: col cuore.

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